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analisi di contesto nelle norme ISO
A seguito della definizione della o delle finalità strategiche dell’impresa, il modello HLS delle norme ISO prescrive di analizzare il contesto in cui essa è calata dal punto di vista economico, finanziario, commerciale, sociale.
L’impresa, per analizzare correttamente il contesto deve riporre l’attenzione a quei fattori che sono capaci di poterla influenzare, positivamente o negativamente, nel suo percorso verso il compimento della sua finalità strategica. Quindi l’azienda deve rispondere alla seguente domanda: quali sono le cose che possono impattare la nostra capacità di fornire con regolarità prodotti e servizi soddisfacendo le esigenze del cliente?
La norma suggerisce di identificare quei fattori che emergono dagli ambienti esterni gli aspetti:
Legale, Tecnologico, Competitivo, Di mercato, Culturale, Sociale, Economico
Nell’ambiente legale un fattore che potrebbe condizionare un’azienda che lavora la plastica, ad esempio, potrebbero essere le novità legislative legate alla limitazione dell’uso della plastica nelle attività alimentari. Il fattore in questo caso sarebbe “una novità legislative relative all’impiego della plastica”. Nell’ambiente tecnologico, un fattore che potrebbe ad esempio influenzare la capacità di un’impresa di fornire con regolarità servizi legati alla formazione in Internet potrebbe essere “il formato dei contenuti da dispensare in rete”.   Il cambiamento di questo formato influenzerebbe la maniera con cui l’azienda deve preparare i contenuti dei corsi.
I fattori possono essere interni ed esterni all’impresa. Quando facciamo riferimento ai fattori interni, nella pratica, di solito, troviamo:
·      La motivazione da parte della direzione e la leadrship
·      La competenza del personale
·      La disponibilità di liquidità
·      La motivazione del gruppo di lavoro
·      I convincimenti culturali presenti nell’organizzazione aziendale
·      Il tempo a disposizione

esempio di analisi di contesto:  DOWNLOAD

Economia circolare

Come nasce e che cos’è l’economia circolare
Con economia circolare, dice l’Unione Europea, si intende un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.

Quale innovazione dall’economia circolare?
Finora – si legge nel paper “Closing the loop-New circular economy package” del Parlamento europeo - l’economia ha funzionato con un modello “produzione-consumo-smaltimento”, dove ogni prodotto è inesorabilmente destinato ad arrivare a “fine vita”. Per produrre cibo, costruire case e infrastrutture, fabbricare beni di consumo o fornire energia si usano materiali pregiati. Quando sono stati sfruttati del tutto o non sono più necessari, vengono smaltiti come rifiuti. L’aumento della popolazione e la crescente ricchezza, tuttavia, spingono più che mai verso l’alto la domanda di risorse (scarseggianti) e portano al degrado ambientale. Nell’Unione europea ogni anno si utilizzano quasi 15 tonnellate di materiali a persona, mentre ogni cittadino UE genera una media di oltre 4,5 tonnellate di rifiuti l’anno, di cui quasi la metà è smaltita nelle discariche. L’economia lineare, che si affida esclusivamente allo sfruttamento delle risorse, non è più un’opzione praticabile.
L’aggettivazione di questa economia – per l’appunto “circolare” – definisce anche l’alternativa a cui si “oppone”, ossia l’economia lineare. Questo modello, seguito da tutti i paesi e oggi ritenuto non sostenibile, si basa su 5 fasi:  
  • Estrazione delle materie prime
  • Produzione
  • Distribuzione
  • Consumo
  • Rifiuti, raccolti in discariche e/o inceneriti
Questo sistema è ritenuto oggi largamente insostenibile per scarsità di materie prime e per l’impatto ambientale.  
Principi base: I princìpi base dell’economia circolare, così come formulati dalla “Ellen MacArthur Foundation” sono:
Eco-progettazione. Concepire i prodotti (compresi gli imballaggi) nell’ottica della durata e del loro ciclo di vita. Pertanto prediligere ciò che è riparabile, duraturo e riciclabile.
Versatilità. Dare priorità a prodotti fabbricati per essere modulari e recuperabili nei singoli componenti.
Energie rinnovabili. Ridurre l’uso di energia ricavata da fonti fossili.
Approccio ecosistemico. Avere consapevolezza dell’intero sistema di produzione e tenere in considerazione il rapporto tra le diverse componenti.
Recupero dei materiali. Favorire il riciclo e ridurre il ricorso a materie prime vergini.
L’Economia circolare comporta vantaggi ambientali, sociali ed economici. La produzione dei gas serra, grazie al riciclo e, soprattutto, alle energie rinnovabili, può ridursi drasticamente. La qualità stessa della vita del cittadino ne beneficerebbe e un’etica costruita a tale scopo aiuterebbe a concepire il “Noi” al di là dell’individuo.  Da un punto di vista economico, il vincolo delle materie prime – di cui ad esempio l’Italia scarseggia – sarebbe minore. Creare prodotti duraturi e riciclabili, infine, accresce la competitività delle economie nazionali.
La gestione delle emergenze
dopo l’emergenza covid 19, le organizzazioni hanno dovuto e stanno tutt'ora affrontando cambiamenti, riorganizzazioni interne e riesaminare costantemente il proprio contesto.
Alcune norme di supporto:
ISO 22301:2019: sicurezza e resilienza - sistema di gestione per la continuità operativa
Lo scopo della ISO 22301 è appunto quello della continuità, la norma ricalca la struttura HLS. Viene messa enfasi alla valutazione dei rischi in ottica di business continuity, gli obiettivi stessi devono essere mirati alla continuità di fornitura.
La norma si sposa perfettamente la ISO 9001:2015, quindi è uno strumento di alto valore aggiunto per tutte  aziende certificate.
Analisi di impatto operativo: l’azienda deve implementare e mantenere processi per l’analisi dell’impatto operativo e per valutare i rischi di un interruzione (8.2.1)
L’organizzazione sulla base della valutazione deve definire le priorità e i requisiti per la continuità operativa.
Valutare i tempi di recupero RTO limite oltre il quale sarebbe un danno (8.2.2)
L’organizzazione deve identificare strategie e soluzioni per la BC (8.3.1)
L’organizzazione deve definire team per rispondere alle emergenze (8.4.2)

ISO 22325:2019: Sicurezza e resilienza- gestione delle emergenze
La norma Include:
  • un modello di valutazione con una gerarchia di quattro livelli;
  • otto indicatori;
  • un processo di valutazione, per pianificare, raccogliere, analizzare e reportare.
l'organizzazione deve valutare la capacità di gestione delle emergenze utilizzando gli indicatori che riguardano funzioni e autorità della stessa, in particolare:
  • Leadership
  • Gestione delle risore
  • Informzioni e comunicazione
  • Gestione del rischio
  • Coordinamento e coinvolgimento
  • Gestione della pianificazione delle emergenze
  • Simulazioni
  • Sistema di gestione degli incidenti ed eventi
Per singolo indicatore la norma riporta  4 criteri per individuare il livello effettivo dell’organizzazione (da 1 a 4)
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